venerdì 18 aprile 2014


Tutti al mare









E vai è pasqua.....   arriva il sole e il caldo........   la bella stagione........ finalmente si va al mare......



Certo che i bagnini di oggi sono fortunati hanno ruspe e camion.... 

io avevo solo il colo....



mercoledì 19 febbraio 2014

Il muro di Massa





Il muro di Massa Andrea Pepe



Il mare d'inverno è solo un film in bianco e nero............

Una canzone famosa ci ricorda come può essere il mare nei mesi invernali, con i suoi colori, con la sua solitudine e la sua pace, con la sua forza e le sue spiagge infinite e con........ i suoi muri.

Muri????? muri si, muri di legno, muri di plastica e di ferro, muri per "difendere" ma che talvolta dividono e isolano rendendo desolante un luogo che dovrebbe essere vita e allegria; che potrebbe essere il nostro biglietto da visita, il nostro fiore all' occhiello. 

Muri che isolano e che impediscono di godersi anche un tramonto, muri che ti fanno chiedere come sarà il mare oggi perchè dalla strada non sappiamo più vedere nemmeno  se il mare c' è ancora.





sabato 15 febbraio 2014

Sig Affittasi






 




Massa è una città che offre, diciamo, non troppi spunti fotografici interessanti o almeno innovativi.

Camminando però per le strade della nostra città ho notato che nonostante la crisi c è ancora qualcuno che ha la voglia d'investire e presubilmente di aprire diverse attività.

Il sig. Affittasi è uno di questi, di indiscusse capacità finanziarie, sta monopolizzando il centro città acquistando decine di fondi per poi pavoneggiarsi esponendo all'esterno delle nuove proprietà, il suo nome con tanto di num. telefonico ( da buon milionario non ne ha uno solo di numeri telefonici ma diversi).


Apparte gli scherzi, fotograre in un periodo come quello che stiamo attraversando, significa sbattere continuamente con la cruda realtà fatta di fallimenti, di difficolta e di sogni infranti.

Nella speranza che poi il sig. Affittasi emigri verso altri lidi noi continuiamo a raccontare con la fotografia quello che ci circonda. 



Andrea Pepe







lunedì 10 febbraio 2014






                           Poeti Urbani
 



Amo la figa  Andrea Pepe fotografia




Il bello di "cercare" le fotografie è che, spesso e volentieri, si riesce a scoprire luoghi dove la "poesia moderna" riesce a trovare il suo teatro.


Lontano dagli occhi della massa si nascondono, come disegni rupestri, frasi che lasciano stupiti non tanto per la loro elevatezza culturale ma perchè ti portano a riflettere e a chiederti....... perchè proprio qui?.... 


sabato 20 luglio 2013

Fotoscenografi di matrimonio.


Fotoscenografi di matrimonio.
L’eclissi della fotografia

Parlando con amici, sono venuto a conoscenza di un fatto fotograficamente sconcertante se non deprimente che, secondo il mio umilissimo parere, è agli antipodi di quello che rappresenta l’essenza della fotografia.

Quello che ho appreso è che, nel mondo dei fotografi di cerimonie, sta diventando una consuetudine effettuare scatti non il giorno della cerimonia, ma giorni prima, come se un matrimonio fosse un semplice spettacolo teatrale.

Ora mi viene normale pensare che se lo scopo della fotografia sia quello di congelare attimi veri, di strappare al tempo momenti irripetibili anche nelle loro imperfezioni, come può venire in mente di manipolare un evento falsando cosi l unicità dell’attimo solo per ottenere immagini belle esteticamente e magari perfette tecnicamente.

Quando si vuole raccontare fotograficamente un evento è fondamentale ricordare che quello che andiamo a cercare è non la perfezione dell’immagine ma l’essenza dell’ evento stesso, la veridicità del momento che può essere data solo dal naturale scorrere del tempo e degli eventi.

Riconosco che è notevolmente più facile organizzare a tavolino una serie di scatti e soprattutto avere poi la possibilità di poterli provare più volte, ma personalmente credo che cosi facendo si entri nel campo della scenografia o al limite, nella fotografia di moda, dove conta tutto tranne che la veridicità del momento e i sentimenti che uno scatto deve raccontare, riducendo il mezzo fotografico a puro strumento di registrazione.

Sarà la mancanza di sicurezza nei propri mezzi o l incapacità di leggere fotograficamente il mondo che ci circonda ma utilizzare questi espedienti allontanano, chi li utilizza, dal ideale più puro della fotografia, quel ideale che ha portato eccezionali fotografi come Bresson, Capa e Salgado  ha raccontare in modo veritiero la nostra società e il nostro tempo.

Avere questo rapporto con la fotografia porta a uniformare la visione degli eventi adattandoli alle proprie esigenze, quando invece, quello che si dovrebbe fare è adattarsi noi agli eventi cercando il buono in quello che ci circonda, evitando di stendere sugli scatti, un velo di falsità che rende sterili le fotografie.

Un bacio, un abbraccio, un sorriso o una lacrima non possono essere imposti, non si possono gestire i sentimenti senza sfociare nell’inganno e nella falsità.

Uno scatto di un bacio pilotato è lo scatto di una bugia, solo lo scorrere del tempo e degli eventi possono regalarci la verità di un momento e anche se la luce non sarà perfetta, quello che avremmo catturato sarà  un momento unico da raccontare e da farne tesoro.


martedì 2 luglio 2013

Fotografare il vero








Raccontare la verità cosi com’è, senza artefici e manipolazioni è la regola dalla quale la fotografia non puo prescindere.


Oggi, grazie alla tecnologia, la fotografia è diventata un arte di massa o meglio, scattare fotografie,è diventato un rito di massa; si producono migliaia di foto in sequenza  affidandoci spesso alla fortuna o alla regola del " più foto faccio più possibilità ho di portare a casa uno scatto" dimenticando che la macchina fotografica ci permette di fare una cosa fantastica, magica; quella di rubare un attimo di realtà e di congelarlo per farcelo assaporare ogni qualvolta vogliamo.



Baci pilotati, difetti nascosti (guardate che se vengono tolti nella fotografia nella realtà rimangono) e immagini studiate a tavolino raccontano una verità artificiale che se può andare bene in alcuni campi come la pubblicità o la moda, stride apertamente con l’idea più pura di fotografia; quella di fotografare il vero.



L’avvento del digitale e la conseguente facilità di manipolazione delle immagini in post produzione, hanno abituato lo spettatore ad interfacciarsi con immagini che spesso travalicano la realtà rendendo vero quello che non lo è.



Il bello e l’eccezionale della fotografia sta nel cercare di catturare con uno scatto quell’attimo magico, con tutte le sue imperfezioni, che dura un batter di ciglia ma che spesso racconta una vita intera; e proprio la difficoltà di afferrare quel brevissimo lasso di tempo rende affascinante e unica l’arte del fotografare.








mercoledì 26 giugno 2013

Fotografo bravo o fortunato

L'altra sera parlando con varie persone di fotografia di matrimonio, ho avuto la conferma che molti fotografi scattano oltre duemila fotografie per portare a casa un servizio completo.
Ora io mi chiedo se sia necessario scattare tante foto quando uno sa cosa vuole, sa quando scattare e soprattutto quando conosce le sue potenzialità.

Mi viene il dubbio che tante volte vega adottata la tecnica " e vai di raffica che poi qualcosa di buono salta fuori".

Ora analizzando questo fatto mi chiedo se chi agisce così si allontana dalla bellezza della fatografia e dall' emozione che ti può dare il "cogliere l'attimo" tanto caro a  Bresson, finendo nell' aspetto più commerciale e svilente del semplice raccoglitore d'immagini.
Sarà colpa del digitale, che permette scatti illimitati, oppure del mio legame con la vecchia pellicola che ti obbligava a pensare e a valutare con molta più attenzione prima di scattare, ma non mi riesce togliermi dalla mente che chi adotta la tecnica dei "2000 scatti" si affidi troppo alla fortuna che alla sua bravura. 

Magari sbaglio ma non sono nemmeno un esperto in fotografia di matrimoni e quindi non conosco le dinamiche e gli usi all'interno di questo ramo della fotografia pieno di azioni che si allontanano dal mio ideale di fotografia, per la cronaca non capisco nemmeno i baci, i sorrisi e gli abbracci comandati dal fotografo che si comporta come un coreografo, ma questo è un altro discorso.